
Chiesa di San Michele Arcangelo
La parrocchiale di Cavola, con notevoli decorazioni in pietra sul portale e sulle facciate laterali, opera della tradizione degli scalpellini locali.

Quasi nove secoli di storia tra la valle del Secchia e i crinali dell'Appennino reggiano: pievi, scalpellini, cammini e boschi di querce.
Il nome antico del borgo compare per la prima volta nei documenti del XII secolo, legato a un ospitale per i viandanti della montagna.
I documenti del 1148 e del 1156 citano l'ospitale di Cavella, ricovero per i pellegrini e i viandanti che percorrevano gli antichi crinali, sulla strada che conduceva all'hospitale di San Giacomo.
Cavola compare nel giuramento di fedeltà al Comune di Reggio Emilia, insieme alle altre comunità della montagna.
Il 1° aprile 1461 è la data del decreto di attuazione degli Statuta Podestariae Toani et Cavlae: Cavola dà il nome, insieme a Toano, alla podesteria del territorio.
Da Cavola parte la bottega dei Ceccati, scalpellini e scultori che firmano portali, altari e opere in pietra in tutto l'Appennino. Nell'oratorio della Madonna della Neve si conserva un pregevole altare ligneo seicentesco di Francesco Ceccati.
Diciannove cavolesi iniziano a studiare musica con il maestro Giuseppe Pignedoli: la data è ancora scritta dentro la grancassa più antica. La banda anima da allora feste e ricorrenze del paese.
La Pro Loco organizza la prima festa del tartufo della provincia di Reggio Emilia: da allora Cavola è "la piccola Alba reggiana".
Un piccolo patrimonio di pietra scolpita, custodito tra le vie del borgo e le campagne circostanti.

La parrocchiale di Cavola, con notevoli decorazioni in pietra sul portale e sulle facciate laterali, opera della tradizione degli scalpellini locali.
Piccolo oratorio che custodisce un ricco altare ligneo del Seicento, opera di Francesco Ceccati. Poco lontano, la Corte Baroni testimonia l'architettura rurale appenninica.

La struttura polivalente gestita dalla Pro Loco: qui si svolgono i pranzi della Festa del Tartufo, eventi, sport e iniziative per tutto il paese.
Il minuscolo paese di Cavola è attraversato dal "Sentiero Matildico e del Volto Santo", sentiero che parte da Mantova e va fino a Lucca, a suo tempo percorso dai pellegrini del Nord per recarsi a Roma ed in tutti i luoghi Santi. Cavola è un crocevia di sentieri, molto interessanti e poco impegnativi, che permettono di scoprire ed ammirare angoli incantevoli dell’Appennino Reggiano quali il Castello delle Carpinete, la bellissima Valle del Secchia, la splendida Pietra di Bismantova e la bellissima successione dei monti dell’Appennino Reggiano quali: l’Alpe di Succiso, il monte Casarola e l’incantevole Cusna.
Seguendo il Sentiero Matildico e del Volto Santo si possono scoprire ed ammirare diversi tesori artistici del Territorio. L’itinerario parte dallo splendido altare dell’Oratorio della Madonna della Neve, capolavoro barocco di Francesco Domenico Ceccati, per proseguire con la visita alla casa natale dei Ceccati nel borgo di Stiano, al museo dei Ceccati a Corneto e alle chiese di Corneto e Massa (ricche di pezzi di notevole valore della dinastia ceccatesca). Si prosegue con la visita alla millenaria Pieve Matildica di Toano ed ai recenti scavi archeologici annessi alla pieve. Il tour artistico si conclude nella chiesa parrocchiale di Cavola che ospita uno splendido battistero ceccatesco e diversi altri pezzi di valore artistico. Nel centro del paese è inoltre presente la splendida casa padronale "Baroni" nella quale si può ammirare un bellissimo inserto in pietra, stemma del casato dei Baroni, ora di proprietà della famiglia Scalabrini.
Cavola è tappa di montagna della Via Matildica del Volto Santo, il cammino che unisce Mantova a Lucca attraverso le terre della Grancontessa.
Il percorso collega Mantova, l'Appennino reggiano e Lucca. Cavola è una tappa di montagna per chi attraversa il territorio a piedi, tra pievi, borghi e crinali.
Figura centrale di questa storia è la Grancontessa Matilde di Canossa: il cammino richiama il territorio e la profonda eredità dei luoghi a lei legati.
Il tratto reggiano del cammino tocca Cavola risalendo la valle del Secchia, sulle antiche vie di crinale dei pellegrini medievali.
Dal cielo alla notte: sei modi per vivere il borgo e l'Appennino reggiano in ogni momento della giornata.
Oltre ai pranzi della festa, il borgo e i dintorni offrono ristoranti e trattorie dove gustare la cucina di montagna: funghi, tartufi, Parmigiano-Reggiano e paste fresche della tradizione emiliana.
Apri l'elenco dei locali più vicini, oppure chiedi consiglio alla Pro Loco: siamo di parte, ma solo con chi cucina bene.
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Il video della Pro Loco racconta Cavola tra tetti, prati e boschi della valle del Secchia.