Panorama di Cavola tra i prati e i boschi dell'Appennino reggiano

Il borgo e il territorio

Quasi nove secoli di storia tra la valle del Secchia e i crinali dell'Appennino reggiano: pievi, scalpellini, cammini e boschi di querce.

Dalla selce al tartufo

La storia di Cavola

Un millennio di storia scritta e molti altri anni di vita in montagna: una strada sulla cresta, una casa per gli ospiti di passaggio, una podesteria intitolata al paese, una famiglia di muratori in pietra, una banda di musicisti, un festival del tartufo.

Dalla selce al tartufo

La storia di Cavola

Un millennio di storia scritta e molti altri anni di vita in montagna: una strada sulla cresta, una casa per gli ospiti di passaggio, una podesteria intitolata al paese, una famiglia di muratori in pietra, una banda di musicisti, un festival del tartufo.

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Il luogo prima del nome

Una terrazza sopra la valle del Secchia

Cavola si trova a circa 500 metri di quota, sul versante soleggiato della valle del Secchia, a 6,5 chilometri a nord-ovest di Toano. Il territorio va dai 375 metri del fondovalle ai 612 delle ultime case, tra prati e boschi di querce. Poco più in là, a Cerredolo, il Dolo confluisce nel Secchia. Il clima è temperato: gli inverni possono essere nevosi e in estate si raggiungono i trenta gradi. Cadono circa 500 millimetri di pioggia l'anno, soprattutto in primavera e in autunno.

Gli archeologi hanno trovato in queste montagne tracce di stanziamenti e manufatti in pietra del Paleolitico e del Mesolitico, risalenti a circa settemila anni fa. Nel 1872 furono segnalate due cuspidi di freccia in selce nella zona di Cervarolo e una fibula di tipo gallico presso Villa Minozzo. Nel 1971, durante i lavori di sistemazione del nodo stradale, affiorò la necropoli romana della Gatta, detta anche di San Bartolomeo: una cinquantina di tombe con piccoli corredi funebri, su quasi mille metri quadrati, datate tra il 77 e il 138 dopo Cristo.

A Quara sgorgano ancora le acque salse conosciute dai romani. Il nome Aquaria compare in documenti della prima metà del Mille. Nel 1708 il naturalista Antonio Vallisneri vi riconobbe i resti di un tempietto pagano, probabilmente dedicato a una divinità delle acque. Una delle polle mantiene tuttora una temperatura costante di 24,4 gradi.

  • 500 mquota del borgo
  • 1148prima citazione nei documenti
  • ≈ 880abitanti oggi
  • 6,5 kmdal capoluogo Toano
Il fiume Secchia nel fondovalle sotto Cavola, Toano
Il Secchia nel fondovalle sotto il paese: il fiume che ha dato forma alla valle e, forse, il nome al borgo. Foto: Giorgio Galeotti / Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0
Toponomastica

Da Cavella a Cavola

Nei documenti antichi il paese si chiama Cavella, Cavela e, nel Trecento, Pons de Cavella: il ponte di Cavella. La forma latina sopravvive fino agli statuti del 1461, intestati alla podesteria Toani et Cavlae.

Gli studi di toponomastica reggiana fanno derivare il nome dal tema mediterraneo *gaba / *gava, "torrente, acqua sorgiva che forma un rivo", e dal suffisso -el- di area ligure. Secondo questa interpretazione il nome si riferisce all'acqua, anziché a una cavità. La stessa radice compare in Gavassa, Gavasseto e in Gabellus, il nome antico del Secchia.

Gabriele Fabbrici, "Ricerche sui Celti e i loro toponimi a Brescello e nel Reggiano".

Edicola votiva in arenaria nel borgo di Stiano, Toano
Foto: Giorgio Galeotti / Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0
Cronologia

Ventinove tappe, dal Mesolitico a oggi

Ogni data è appoggiata a un documento, a uno scavo o a un oggetto che si può ancora vedere: un diploma imperiale, un estimo, un decreto marchionale, una grancassa con l'anno inciso a fuoco.

Prima dei documenti

Preistoria ed età romana

7.000 anni fa

I primi gruppi umani

Le ricerche più recenti documentano la presenza di gruppi umani in queste montagne già nel Paleolitico e nel Mesolitico, con tracce di stanziamenti e manufatti in pietra di circa settemila anni fa. Gli storici antichi chiamavano genericamente Liguri le popolazioni di queste valli.

1872

Selce e bronzo

Vengono segnalate due cuspidi di freccia in selce nella zona di Cervarolo e una fibula di tipo gallico nei pressi di Villa Minozzo. Sono i primi ritrovamenti materiali che attestano l'antica frequentazione dei crinali.

77-138 d.C.

La necropoli della Gatta

Nel 1971, durante i lavori per la sistemazione del nodo stradale, affiora una necropoli romana, detta della Gatta o di San Bartolomeo. Su quasi mille metri quadrati i Civici Musei di Reggio Emilia documentano una cinquantina di tombe in discrete condizioni, con piccoli corredi funebri, databili tra il 77 e il 138 dopo Cristo.

Età romana

Le acque di Quara

A poca distanza, le fonti termali di Quara attirano l'interesse dei romani: il toponimo Aquaria compare in documenti della prima metà del Mille, l'uso terapeutico dell'acqua è ampiamente documentato dalla metà del Quattrocento e nel 1708 Antonio Vallisneri vi riconosce i resti di un tempietto pagano.

Il medioevo dei castelli e delle pievi

Secoli X-XIV

907

La corte di Toano

Un diploma dell'imperatore Berengario I cita per la prima volta la "corte di Toano": è il documento più antico che nomina il territorio di cui Cavola fa parte.

14 ottobre 980

La pieve nel diploma di Ottone II

Un diploma dell'imperatore Ottone II nomina per la prima volta la pieve di Santa Maria in Castello, sul monte di Toano. Non si sa da quanto tempo esistesse già. Lo studioso Alcide Spaggiari la definisce "il monumento perfetto, completo ed integro di arte canusina sull'Appennino".

La pieve romanica di Santa Maria in Castello a Toano
Foto: PhotoVim / Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0
XI secolo

Sotto il segno di Canossa

Sul monte di Toano, ancora chiamato Castello, sorgeva un castello già poco dopo il Mille, ai tempi di Bonifacio di Canossa, padre di Matilde. Le robuste mura racchiudevano anche la pieve. Da qui passava la strada che dalla rocca di Canossa attraversava Marola e Carpineti, scendeva alle terme di Quara e risaliva verso Romanoro e la via Bibulca, il valico per la Toscana.

Matilde di Canossa in una miniatura del codice vaticano 4922
Miniatura del XII secolo, codice Vat. lat. 4922 · pubblico dominio
1148 e 1156

L'hospitale de Cavella

Due documenti citano l'ospitale di Cavella: sono le prime testimonianze scritte sul paese. L'ospitale accoglieva pellegrini e viandanti lungo la strada di crinale che conduceva all'hospitale di San Giacomo. Era un luogo di ricovero per chi viaggiava, diverso da un ospedale di oggi.

I monti San Vitale e Valestra visti dal territorio di Toano
Foto: Giorgio Galeotti / Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0
metà XII secolo

La chiesa vecchia

La chiesa primitiva sorgeva, secondo la tradizione, nella località che ancora si chiama "chiesa vecchia": era dedicata a san Rocco e sarebbe stata consacrata dal vescovo Alberio. Una frana la lesionò e ne decretò l'abbandono.

1191

Una chiesa sul luogo dell'attuale

Risulta attiva una chiesa sorta dove oggi si trova la parrocchiale di San Michele Arcangelo. L'edificio che vediamo conserva il portale in pietra lavorata con frontespizio a festoni e conchiglia e un oculo in arenaria con l'effigie solare.

1218

Il giuramento a Reggio

La villa di Cavella compare con ottantotto uomini nel giuramento di fedeltà al Comune di Reggio Emilia, insieme alle altre comunità della montagna. È la prima indicazione delle sue dimensioni.

1315

Nell'estimo del Comune

Cavola compare nell'estimo reggiano come comune, insieme a Cerrè Marabino e Manno: tre villaggi che pagano e decidono insieme.

1420

La cappella di San Michele

Si ha notizia della cappella dedicata a San Michele all'interno del recinto del castello, che sostituisce la vecchia chiesa lesionata dalla frana. Il santo guerriero, protettore dei luoghi alti, resterà il patrono del paese.

La podesteria di Toano e Cavola

Dagli Este all'età moderna

1427

La dedizione agli Este

Gli "homini" di Toano, Minozzo e Cavola si consegnano senza combattere al marchese Niccolò III d'Este, nuovo signore di Reggio. I commissari avevano proposto ai capifamiglia esenzioni da dazi e gabelle, privilegi, il reddito del mulino di Raigara sul Dolo e la possibilità di governarsi in autonomia. Accettano prima i toanesi, seguiti poco dopo dai capifamiglia di Cavola.

Ritratto inciso di Niccolò III d'Este, marchese di Ferrara
Incisione di Aliprando Caprioli, 1596-1600 · Biblioteca comunale di Trento · CC0
1 aprile 1461

Gli Statuti di Toano e Cavola

Il marchese costituisce un'unica podesteria dei due territori e le dà uno statuto. Il decreto di emanazione degli Statuta Podestariae Toani et Cavlae porta la data di Ferrara, 1 aprile 1461. Il manoscritto è stato ritrovato dallo storico monsignor Ferdinando Milani nell'archivio parrocchiale di Corneto: da allora Cavola dà il nome, insieme a Toano, all'intero territorio.

1575

L'oratorio della Madonna della Neve

Risalgono a questa data le prime notizie dell'oratorio, costruito in arenaria, con un portale lavorato e un rosone in sasso scolpito. All'interno si conserva l'altare in legno intarsiato di Francesco Domenico Ceccati.

fine XVI secolo

Una chiesa in cattivo stato

Le visite pastorali descrivono in condizioni disastrose la chiesa di Cavola, dipendente dalla pieve di Toano. La descrizione testimonia le difficoltà economiche delle comunità di montagna.

Seicento

La bottega dei Ceccati

La famiglia Ceccati lavora dalla vicina Stiano. Scalpellini, intagliatori e scultori, i suoi componenti realizzano portali, altari, battisteri e campanili nell'Appennino tra Reggio e Modena. A Cavola si conservano l'altare ligneo dell'oratorio, opera di Francesco Domenico, e il battistero della parrocchiale.

1659

Il feudo ai conti Testi

Già villa soggetta ai Fogliani e poi passata sotto gli Este, Cavola viene data in feudo ai conti Testi e successivamente ai Dalli-Favali: il paese cambia signore ma non abitudini.

XVII-XVIII secolo

Corti padronali e case a torre

Si diffondono le corti padronali, in cui alla casa a torre si aggiungono costruzioni di servizio disposte ad arco attorno a un cortile cintato, con una larga apertura per i carri. A Cavola ne è un esempio la Corte Baroni, che conserva un inserto in pietra con lo stemma del casato.

Otto e Novecento

Unità, lavoro, guerra

1796-1815

La fine delle podesterie

L'età napoleonica cancella l'ordinamento delle podesterie e disegna i comuni moderni: Toano diventa il comune di cui Cavola è la frazione maggiore, e tale è rimasta.

1866-1883

Il sindaco Antonio Baroni

Nel nuovo Stato unitario Antonio Baroni è la figura di maggior rilievo del comune: è sindaco nel 1866 e poi dal 1869 al 1883. La tassa sul macinato pesa ingiustamente sui più poveri. Negli stessi anni aprono le prime scuole elementari pubbliche e le agenzie postali.

Fotografia d'epoca della chiesa parrocchiale di Cerrè Marabino, Toano
Foto storica: Il Verabolino / Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0
1898

Nasce la Banda di Cavola

Diciannove cavolesi iniziano a studiare musica e strumentazione con il maestro Giuseppe Pignedoli di Felina. La data è ancora incisa a fuoco nella grancassa più vecchia del primo corpo bandistico. Nasce così la banda del paese, che continua a suonare attraverso guerre e crisi.

1917-1920

Il treno dei boschi

Per il Comitato Legnami di Modena e Reggio viene costruita la ferrovia Decauville da Quara di Toano all'alta Val d'Asta. Il percorso misura sedici chilometri, a scartamento ridotto e con pendenza inferiore al 3 per cento. Comprende una teleferica di 1800 metri e un campo di lavoro per prigionieri austro-ungarici, unico in provincia. La ferrovia trasporta a valle il legname destinato all'industria di guerra e viene smantellata intorno al 1920.

La ferrovia Decauville Quara-Febbio in una fotografia degli anni Venti
Fotografo ignoto, ca. 1925 · Wikimedia Commons · pubblico dominio
Giugno-luglio 1944

La repubblica partigiana

Dal 17 giugno al 30 luglio 1944 la montagna intorno a Cavola fa parte della zona libera di Montefiorino: quattro comuni modenesi e tre reggiani, Toano compreso, sottratti al controllo nazifascista. Il 12 ottobre, a Manno di Toano, undici partigiani vengono impiccati per rappresaglia.

La rocca di Montefiorino, sede della repubblica partigiana del 1944
Foto: Giorgio Galeotti / Wikimedia Commons · CC BY 4.0
1 aprile 1945

La Pasqua di sangue

All'alba di Pasqua reparti tedeschi si infiltrano nel territorio toanese e raggiungono il crinale di Monte della Castagna. Sopra Cerrè Marabino intercettano e fucilano la staffetta partigiana Nadia, Valentina Guidetti, e i fratelli Giacomo e Leonildo Bini. Ventiquattro giorni dopo la guerra è finita.

Il paese di oggi

Dal 1988 a domani

1988

La prima Festa del Tartufo

La Pro Loco organizza la prima festa del tartufo della provincia di Reggio Emilia, per far conoscere un prodotto cercato da sempre tra querce, pioppi, salici e tigli. Da allora Cavola è chiamata "la piccola Alba reggiana". La festa è cresciuta negli anni e richiama a novembre visitatori da tutta la montagna.

1998-2016

Cento anni di banda

La banda festeggia il centenario con un organico di diciannove strumentisti, come nel 1898. Dopo una breve pausa riprende nel Duemila con il maestro Lino Costi, prosegue con Valerio Volpi e dal 2016 con Massimiliano Montanari, affiancata da una trentina di allievi del corso di orientamento musicale.

2024

La prima Sagra del Prugnolo

La Pro Loco organizza la prima Sagra del Fungo Prugnolo, dedicata al fungo profumato che nasce in primavera nei prati dell'Appennino.

2025

Sagra di qualità

La Pro Loco di Cavola riceve dall'UMPLI, l'Unione Nazionale delle Pro Loco d'Italia, il riconoscimento di Sagra di qualità.

Oggi

Un paese che si racconta

Cavola conta circa 1000 abitanti e ha scuole nuove e il CavolaForum, luogo di incontro del paese. La fiera storica si teneva l'ultima domenica di maggio, Oggi non viene più svolta ma da lì è nata la Festa del Tartufo e  la Sagra del Fungo Prugnolo che si tiene la prima domenica di maggio. Passa da qui anche la Via Matildica del Volto Santo, che collega Mantova a Lucca lungo gli stessi crinali dell'hospitale del 1148. 

Approfondimenti

Tre storie dentro la storia

Gli scalpellini che hanno scolpito mezzo Appennino, la pietra che ha deciso come sono fatte le case, e la comunità che ogni anno si ritrova intorno a una fiera.

I Ceccati

Una dinastia di pietra e di legno

A Stiano, tra boschi di querce e castagni, si conserva la Casa dei Ceccati. A lungo considerata una casa a torre, è stata riconosciuta dall'architetto Giuliano Cervi come una casa-forte medievale appenninica del XIV-inizio XV secolo. Da questo borgo proviene la famiglia di artisti del legno e della pietra che, tra Cinquecento e Seicento, lavora in tutto il Ducato di Modena e Reggio.

Antonio Ceccati progetta e scolpisce il campanile della chiesa di San Martino a Corneto, realizzato tra il 1668 e il 1676, comprese le colonne, i pilastri e gli archi della cella campanaria. Sono suoi anche il portale della chiesa e i sostegni dell'altare del Rosario. Francesco Domenico realizza l'altare ligneo intarsiato dell'oratorio della Madonna della Neve a Cavola. Alla famiglia sono attribuiti il battistero e gli antichi mobili della sacrestia della parrocchiale, oltre al portale della Corte Ghirardini di Manno, con i santi Paolo e Prospero scolpiti in arenaria.

Il Centro Studi "I Ceccati" di Corneto raccoglie le opere e la memoria della famiglia. Durante la Festa del Tartufo, la passeggiata "Sui passi dei Ceccati" collega la casa natale alle opere conservate a Cavola.

Il campanile della chiesa di San Martino a Corneto, opera di Antonio Ceccati
Foto: Giorgio Galeotti / Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0
Pietra e paesaggio

Perché le case sono fatte così

L'arenaria di queste valli si lavora a martello e si divide in lastre. È la pietra delle "piagne" dei tetti, dei portali scolpiti, dei rosoni e delle edicole votive lungo le strade, su cui si basa il mestiere degli scalpellini. Dopo le invasioni ungariche, capimastri, muratori e scalpellini locali ricostruirono gli edifici di culto dell'Appennino secondo i canoni del romanico.

Dal Trecento la piccola nobiltà di montagna si fa costruire case-forti per difendersi dal banditismo. Hanno muri di pietre squadrate e ben combacianti, finestre minuscole e nessun camino. Dal Quattrocento al Seicento si diffondono le case a torre, su tre piani e con la colombaia in cima. Seguono le corti padronali e le case con balchio, dove una scala esterna in pietra prosegue in una loggia sostenuta da colonnine monolitiche di arenaria.

Il paesaggio comprende i calanchi di Fora, i prati che in autunno diventano tartufaie e i boschi di querce, dove il Tuber magnatum trova l'umidità di cui ha bisogno. Ai calanchi è associata la radice preindoeuropea *kala-, "pietra, roccia".

I calanchi di Fora, nel comune di Toano, in autunno
Foto: Giorgio Galeotti / Wikimedia Commons · CC BY 4.0
Comunità

Dalla fiera di maggio alla Festa del Tartufo

La fiera dell'ultima domenica di maggio è l'appuntamento più antico del calendario cavolese. Un tempo portava in paese bestiame, mercanti e parenti dai borghi vicini. Dal 1898 la banda accompagna feste e ricorrenze. Nel 1988 la Pro Loco ha avviato la Festa del Tartufo, la prima della provincia.

Nelle due domeniche di novembre il CavolaForum ospita le bancarelle del tartufo, del Parmigiano-Reggiano e dei funghi, la mostra micologica e il pranzo della Pro Loco. Il mercato si estende per le vie del paese. In primavera si tiene la Sagra del fungo prugnolo. In queste occasioni il paese di ottocento abitanti si riempie come nei giorni delle fiere di una volta.

È la stessa cosa che facevano l'ospitale del 1148 e la fiera di maggio: dare un motivo alla gente per fermarsi a Cavola.

Veduta dell'abitato di Cavola, frazione di Toano
Foto: Basilicofresco / Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Fonti e letture

Le informazioni provengono da fonti pubbliche e studi locali. Per segnalare un errore o condividere un documento, una fotografia o un ricordo sul paese, scrivi alla Pro Loco.

  1. Comune di Toano, Cenni di storia toanese e Architettura appenninica.
  2. Provincia di Reggio Emilia, banca dati Reggio Emilia 4000 luoghi, scheda di Cavola (Toano).
  3. Gabriele Fabbrici, Ricerche sui Celti e i loro toponimi a Brescello e nel Reggiano, per l'etimologia di Cavella.
  4. Rosa Palumbo, Sulle tracce del treno, valdasta.it, sulla ferrovia Decauville Quara-Febbio.
  5. Paolo Lazzaro Capanni, Sulle orme dei Ceccati, e il Centro Studi "I Ceccati" di Corneto.
  6. Banda di Cavola, note storiche sul corpo bandistico fondato nel 1898.
  7. Istituto storico di Modena e Museo della Repubblica partigiana di Montefiorino, sulla zona libera del 1944.
  8. Wikipedia, voci Cavola, Toano e Repubblica partigiana di Montefiorino; fotografie da Wikimedia Commons con le licenze indicate accanto a ciascuna immagine.
Il viaggio
Arte e pietra

Cosa vedere

Un piccolo patrimonio di pietra scolpita, custodito tra le vie del borgo e le campagne circostanti.

CavolaForum

CavolaForum

La struttura polivalente gestita dalla Pro Loco: qui si svolgono i pranzi della Festa del Tartufo, eventi, sport e iniziative per tutto il paese.

Territorio

Cavola è attraversata dal "Sentiero Matildico e del Volto Santo", che collega Mantova a Lucca e un tempo era percorso dai pellegrini del Nord diretti a Roma e agli altri luoghi santi. Dal paese si incrociano sentieri poco impegnativi per conoscere l'Appennino Reggiano. Tra i luoghi da visitare ci sono il Castello delle Carpinete, la Valle del Secchia e la Pietra di Bismantova. I percorsi permettono anche di ammirare la successione dei monti, dall'Alpe di Succiso al monte Casarola e al Cusna.

Arte & Cultura

Lungo il Sentiero Matildico e del Volto Santo si incontrano diverse opere d'arte del territorio. L'itinerario parte dall'altare barocco di Francesco Domenico Ceccati nell'Oratorio della Madonna della Neve. Prosegue con la casa natale dei Ceccati a Stiano, il museo a Corneto e le chiese di Corneto e Massa, che conservano opere di valore della famiglia. Si raggiungono poi la millenaria Pieve Matildica di Toano e gli scavi archeologici annessi. La visita si conclude nella chiesa parrocchiale di Cavola, dove si trovano un battistero dei Ceccati e altre opere d'arte. In centro c'è anche la casa padronale Baroni, oggi di proprietà della famiglia Scalabrini, con lo stemma del casato dei Baroni scolpito in pietra.

Cammini

Sulle orme di Matilde

Cavola è tappa di montagna della Via Matildica del Volto Santo, il cammino che unisce Mantova a Lucca attraverso le terre della Grancontessa.

Ritratto di Matilde di Canossa
Immagine: Wikimedia Commons, pubblico dominio
Cammino

Via Matildica del Volto Santo

Il percorso collega Mantova, l'Appennino reggiano e Lucca. Cavola è una tappa di montagna per chi attraversa il territorio a piedi, tra pievi, borghi e crinali.

Figura centrale di questa storia è la Grancontessa Matilde di Canossa: il cammino richiama il territorio e la profonda eredità dei luoghi a lei legati.

Sentiero della Via Matildica

La tappa Carpineti–Toano

Il tratto reggiano del cammino tocca Cavola risalendo la valle del Secchia, sulle antiche vie di crinale dei pellegrini medievali.

Esperienze

Cosa fare a Cavola

Dal cielo alla notte: sei modi per vivere il borgo e l'Appennino reggiano in ogni momento della giornata.

Cielo

Panorami, aria pulita e crinali Descrizione di prova.

Terra

Trekking, bici e natura Per tutti gli amanti della natura e del cavallo, ai piedi dell'Appennino Tosco-Emiliano, possibilità di prendere lezioni, fare equitazione e trekking. Nei mesi estivi è anche possibile usufruire del campo da tennis.

Cucina

Sapori tipici di montagna La migliore tradizione a tavola nei ristoranti e le pizzerie di Cavola, nella ricercatezza dei dettagli, e la cordialità dei ristoratori.

Intrattenimento

Eventi: musica, mercati e cultura CavolaForum

La movida

Piazze: ritrovi, botteghe e vita di paese La vita continua anche la notte a Cavola, con le serate dell'organizzazione dei locali più blasonati dell'Appennino.

La notte

Sera: cene, passeggiate e stelle A Cavola, zona di particolare interesse storico e paesaggistico, potrai anche trascorrere momenti di relax e serenità con accoglienza famigliare.
A tavola tutto l'anno

Dove mangiare

Nel borgo e nei dintorni trovi ristoranti e trattorie che preparano la cucina di montagna: funghi, tartufi, Parmigiano-Reggiano e paste fresche emiliane. Durante la festa puoi pranzare anche con la Pro Loco.

Apri l'elenco dei locali più vicini, oppure chiedi consiglio alla Pro Loco: siamo di parte, ma solo con chi cucina bene.

Cerca i ristoranti
Dove mangiare

Ristoranti vicino a Cavola

Tavola con piatti della cucina dell'Appennino

Cavola in movimento

Il borgo visto dall'alto

Il video della Pro Loco racconta Cavola tra tetti, prati e boschi della valle del Secchia.

Archivio fotografico

Cartoline

Le vedute storiche di Cavola raccolte dalla Pro Loco.

  • Festa del Tartufo 2025 15 I musicisti della festa
    Festa del Tartufo 2025 15 I musicisti della festa
  • Festa del Tartufo 2025 14 La sala durante la festa
    Festa del Tartufo 2025 14 La sala durante la festa
  • Festa del Tartufo 2025 13 Il pranzo al CavolaForum
    Festa del Tartufo 2025 13 Il pranzo al CavolaForum
  • Festa del Tartufo 2025 12 La sala allestita
    Festa del Tartufo 2025 12 La sala allestita

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Panorama del borgo di Cavola nell'Appennino reggiano
Cavola di ToanoVia Santa Maria, 5 · 42010 Cavola (RE)
Dove siamo

Come arrivare

  • 1
    In autoLungo la valle del Secchia, in direzione Casina, Carpineti e Toano, sull'Appennino reggiano.
  • 2
    IndirizzoVia Santa Maria, 5 · 42010 Cavola (RE)
  • 3
    Da Reggio EmiliaCirca 45 km verso l'Appennino, 50 minuti d'auto.
  • 4
    A piediLungo la Via Matildica del Volto Santo, tappa Carpineti–Toano.